Newsroom
Tempo di lettura stimato:
Guida intelligente ad una comunicazione non artificiale
In un recente articolo su Linkedin abbiamo visto come l’AI sta cambiando il modo di fare inserzioni su Google: oggi torna di moda essere visti piuttosto che cliccati.
Table of contents
Guida intelligente ad una comunicazione non artificiale

In un recente articolo su Linkedin abbiamo visto come l’AI sta cambiando il modo di fare inserzioni su Google: oggi torna di moda essere visti piuttosto che cliccati. E se vuoi conoscere le implicazioni di questo modello, clicca qui.
Ma la verità è che la trasformazione è molto più profonda: l’AI non sta cambiando solo il modo di fare inserzioni su Google, sta cambiando anche il modo stesso di fare comunicazione.
Il problema è che spesso confondiamo i benefici che l'AI può darci in termini di produttività con invece quello che può darci come contributo in termini di marketing strategico. Il risultato? Strumenti potentissimi… usati male, che generano output scadenti:
1. Creatività generate dall’AI - che spesso non rispecchiano il brand
2. Contenuti a costo quasi zero - che poi non sai come usare
3. Potenza di calcolo infinita - da cui ottieni dati poco utili.
Ma allora, dove sta davvero questa grande rivoluzione? Come uso l'intelligenza artificiale per fare pubblicità alla mia azienda?
La pubblicità vista con gli occhi di ChatGPT
La notizia forse più importante degli ultimi mesi riguarda i segnali raccolti da molti osservatori su come OpenAI stia probabilmente preparando l’introduzione degli annunci pubblicitari nel suo modello:
Sam Altman ha detto apertamente che le ads “arriveranno in qualche forma”, anche se in modo ben camuffato e nativo.
In pratica in futuro neanche troppo lontano le inserzioni si potrebbero “nascondere”:
1. tra le risposte in cui ChatGPT suggerisce un brand con una chiara etichetta “Sponsorizzato”
2. tra le schede informative integrate direttamente nella risposta, con contenuti del brand
3. tra suggerimenti di prodotti o servizi “recommended” ma sponsorizzati.
In altre parole: non stiamo parlando di banner o annunci statici, ma di pubblicità nativa che diventa parte stessa della risposta.
Volendo fare un paragone: il modello di Google si basava sul “cerco e clicco”, mentre ChatGPT introduce il modello “chiedo e ottengo”.
Per le aziende, questo significa prepararsi a un mondo in cui non competi più per un click, ma per essere ritenuto “la risposta giusta” ad un problema.
Come usare l’intelligenza artificiale nel marketing
Diciamocelo: l’AI in realtà è “stupida”. Ma può diventare molto efficace solo quando capisce perché sei la risposta giusta ad un problema delle persone.
E l’unico modo per fare questo è tornare alla “vecchia scuola” del marketing; la componente umana, quella che individua in modo strategico il posizionamento e che ti renda la risposta giusta, in modo chiaro, rilevante e utile.
Ecco quindi 5 attività propedeutiche da fare prima di attivare l’intelligenza artificiale nel tuo marketing.
1. Posizionamento di marca
Che problema risolvi? Come fai sentire il tuo target quando acquista il tuo prodotto o servizio? Perché sei diverso dagli altri?. Un posizionamento nitido è la base ideale per creare contenuti efficaci “Ai based”.
Ad esempio se hai un prodotto che offre una garanzia più lunga dei competitors usala per posizionarti.
Potresti dire: 6 anni senza pensieri.
Ma se dici: Impossibile restare a piedi - 6 anni di garanzia su tutto e 0 pensieri.
Sarà immediatamente chiaro che la garanzia è una riprova del posizionamento basato sul concetto di affidabilità.
2. Un’offerta irrinunciabile
In un contesto dove l’utente formula richieste sempre più specifiche, l’offerta deve essere altrettanto specifica: irresistibile, chiara, orientata al risultato. Offerte vaghe vengono ignorate sia dagli utenti che dagli algoritmi. Offerte forti diventano citabili, raccomandabili, selezionabili.
Spesso l’offerta è confusa con lo sconto. In realtà quando definisci l’offerta stai lavorando sul valore percepito. Ad esempio se hai un prodotto che deve essere provato prima che acquistato, introduci un’offerta “a rischio zero” che fa dire all’utente: “cosa mi costa provare?”.
Ad esempio, se hai un prodotto cosmetico che risolve un problema specifico potresti dire: ottieni gratis il tuo campioncino, paghi solo le spese di spedizione e ricevi subito uno sconto pari alle spese sostenute per il tuo prossimo ordine. E, più per te, una consulenza gratuita di 30 min con la quale scopri come applicare correttamente il prodotto.
3. Contenuti problem-based
Non basta più produrre contenuti: bisogna produrre contenuti che rispondono a problemi specifici, strutturati come soluzioni, ricchi di segnali di autorevolezza. L’AI pesca da qui per generare risposte. Chi possiede il miglior contenuto sul problema vince la visibilità organica (e anche le aste di quella sponsorizzata).
Ad esempio, se vendi un sistema d’allarme potresti parlare a chi è stufo di non poter verificare i falsi allarmi:
Ogni volta che suona l’allarme non capisco mai se è un ladro o il gatto del vicino.
E poi capita sempre nei momenti peggiori: in ferie, al lavoro o fuori città… e non puoi neanche verificare.
4. Autorevolezza
L’AI valorizza ciò che è citato, linkato, confermato da più fonti. Serve diversificare le voci: fai parlare il CEO dell'azienda, oppure voci esterne creator e partner. Un ecosistema autorevole aumenta la probabilità che l’AI riconosca l’azienda come fonte affidabile.
Ad esempio, nel settore della medicina la reputazione del medico è importante tanto come quella del centro. Integrare quindi nella comunicazione la voce del medico può aiutare il centro ad essere percepito come affidabile e il medico ad essere percepito come più autorevole. L’effetto finale? Abbatti le barriere di fiducia.
5. Da funnel click-based a impression-based
Il funnel tradizionale era basato sull’interazione: click, landing, conversione.
Nel mondo AI-first, vince chi genera impressioni di valore e chi capisce prima degli altri che le azioni di branding, se ben strutturate, potenziano la performance.
Se vuoi approfondire questo argomento clicca qui e leggi il caso studio.
Richiedi subito informazioni
Creiamo qualcosa
di unico per il tuo brand.